Isola Pianosa

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A 22 Km di distanza dall’arcipelago delle Tremiti si erge l’isola di Pianosa, estesa 11,4 ettari, ha uno sviluppo di costa di Km 1,700 e altezza massima di 15 metri, per cui è parzialmente invasa dalle acque. L’isola è senza vegetazione ed è disabitata. L’Isola non è collegata alla terra ferma da nessuna compagnia di navigazione. Con l’istituzione, nel 1989, della Riserva marina delle Isole Tremiti, al fine di proteggerne la vegetazione e le specie faunistiche, l’arcipelago tremitese è stato suddiviso in tre zone. Pianosa rientra integralmente nella Zona A, ovvero la Riserva Marina Integrale. Questo comporta, entro i 500 metri dall’isola, il divieto di approdo e di navigazione, il divieto assoluto di pesca e il divieto di effettuare immersioni, a meno che non accompagnati da guide subacquee autorizzate. Si può visitare l’isola solo previa autorizzazione dell’ente gestore. L’intera area marina soggetta a queste limitazioni è compresa tra quattro grandi boe luminose collegate tra loro da catene che delimitano il perimetro della Riserva Marina Integrale. Nel 1996 la Riserva marina delle Isole Tremiti è stata compresa nella Zona 1 del Parco Nazionale del Gargano, ente che attualmente gestisce la stessa.

L’isola di Pianosa è un’isola italiana appartenente all’arcipelago delle Isole Tremiti (o Diomedee) nel mar Adriatico. È per superficie la quarta isola dell’arcipelago tremitese, ovvero la più piccola. L’isola si sviluppa su una superficie di circa 13 ha per una lunghezza di 700 metri, una larghezza di 250 metri, con uno sviluppo costiero di 1.300 metri e un’altezza massima di 15 metri s.l.m. . La limitata altezza fa sì che durante le mareggiate l’isola venga sommersa dal mare nella quasi interezza. L’isola è situata a circa 15 miglia nautiche a nord della costa continentale Peschici e 21 miglia nautiche a sud-ovest delle isole di Pelagosa  (Croazia) già italiane dal 1920 al 1947. Situata alla latitudine di 42°13′ N risulta essere il punto geografico più settentrionale della regione Puglia.

Appare come un pianoro (da cui il nome dell’isola) di pietraia (dovuta all’essiccazione e desquamazione di blocchi di roccia calcarea) inclinato leggermente verso sud, dove le rocce si immergono dolcemente in mare, dando vita a un basso fondale che rende possibile l’approdo di piccole imbarcazioni. Questo versante è altresì disseminato di secche che rendono rischiosa la navigazione. Il versante costiero settentrionale dell’isola invece è caratterizzato da roccia a falesia. Quasi inesistente la presenza di flora sull’isola, totalmente priva di grosse piante e di macchia mediterranea, questa è limitata ad alcune piantine grasse e bulbi di cipolle selvatiche. La fauna è scarsa e si compone di piccoli rettili, rospi e conigli selvatici, mentre i cieli sono popolati dai falchi della regina, dalla berta maggiore e minore e dal rondone pallido.

In totale contrasto, nei fondali alberga una nutrita varietà di specie che hanno trovato il loro habitat naturale ai piedi di scogliere che precipitano nel mare fino a 30 metri di profondità fra una flora di gorgonie, spugne di diverse varietà e distese di alghe. Qui si riscontra pagelli ,  polpi,  murene,  saraghi,  corvine,  ricciole,  dentici,  orate, cernie e qualche aragosta di grossa taglia.